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Think for Social: orientare l’innovazione tecnologica al sociale

Scritto da: Francesca Battistoni | Pubblicato il: 05 giugno 2015

Sono stati selezionati i 10 progetti vincitori del bando “Think for Social“, il concorso promosso da Fondazione Vodafone Italia in collaborazione con Polihub, l’incubatore di impresa del Politecnico di Milano, nato per premiare i progetti più innovativi che utilizzano le nuove tecnologie come strumenti per risolvere i bisogni sociali contemporanei.

La selezione è avvenuta tra oltre 400 candidature dopo un processo che ha portato i progetti a 50, 20 e poi a 10. Tre erano le aree del bando: salute e benessere, cultura e istruzione, agricoltura e ambiente.

Ad una prima lettura dei progetti vincitori è possibile fare alcune osservazioni:

1) Il tema della tecnologia ad impatto sociale intreccia un’eterogeneità di bisogni che si riflette nell’altrettanto vastità di temi. Si parte dal sostegno alla disabilità e all’inclusione sociale come nei casi di #Skool – hub ad alta densità tecnologica per l’apprendimento di soggetti con bisogni educativi speciali – o di Clip4All – kit fai da te che permette alle persone con disabilità di costruirsi in autonomia i propri strumenti di accesso a pc e tablet -, per arrivare al tema della cultura e della città possibile con Bepart, una piattaforma di realtà aumentata che consente a chiunque di mostrare la propria arte. Un altro cluster importante è quello legato al consumo sostenibile e alle pratiche di riuso e riciclo come nei casi di Energy Wise Communities, un sistema di monitoraggio dei consumi elettrici domestici, Social Eating for Social Inclusion, ovvero un progetto che combina l’inclusione sociale con la valorizzazione delle produzioni agricole locali e, infine, Breading App, una piattaforma B2B per ottimizzare le eccedenze alimentari. Non da ultimo, il tema dell’educazione all’imprenditorialità e dell’accompagnamento al mondo del lavoro è presente con il progetto Students on Stage.

2) Il panorama delle organizzazioni proponenti è variegato: in alcuni casi sono start up in forma cooperativa, mentre in altri sono organizzazioni consolidate che probabilmente hanno partecipato al bando per testare progetti e innescare processi di innovazione che possono eventualmente essere messi a sistema e aprire nuovi mercati o incrementare quelli esistenti. I progetti presentati, infatti, possono generare un rilevante impatto sociale sia per gli utenti finali, sia per le organizzazioni proponenti stesse che si candidano a mediare tra la nascita di nuovi bisogni, da un lato, e l’elevata disponibilità di tecnologie che potrebbero soddisfarli, dall’altro.

3) I progetti selezionati sono imprese che customizzano e utilizzano la tecnologia per la produzione di valore sociale. La relazione sociale/tecnologia viene esplorata superando la classica dicotomia e mostrando come tech e sociale concorrono insieme alla produzione di valore. La tecnologia è vista come uno strumento che aiuta ad amplificare l’impatto della propria attività e la dimensione sociale diventa il vero driver di nuovi modelli di impresa che vogliono produrre effetti tangibili sulla vita delle persone.

La missione del bando di avvicinare e orientare l’innovazione tecnologica al sociale è stata centrata. Attendiamo ora la fase di accelerazione che vedrà coinvolti i 10 progetti e che durerà fino a novembre, quando solo 3 di essi accederanno all’ultima fase, con finanziamenti fino a 700mila euro.

In quella fase sarà più facile verificare l’esistenza di un ecosistema pronto a favorire il matching tra bisogni e disponibilità tecnologica e arriverà il momento tanto atteso di ragionare su altre variabili che dovrebbero essere tipiche del business tecnologico a valore sociale come scalabilità e impatto.

Francesca Battistoni (Social Seed)