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Banca Prossima fa TRIS

Scritto da: Silvia Rensi | Pubblicato il: 14 aprile 2015

Marco Morganti, amministratore delegato di Banca Prossima, ha presentato alla fine del mese di gennaio TRIStitolo di riduzione di spesa pubblica – uno strumento finanziario di Banca Prossima messo a punto per finanziare iniziative di impatto per le comunità territoriali.

La prima applicazione sarà a Napoli, con un’emissione a 5 anni che servirà a finanziare la costruzione di un impianto da 15 milioni di euro per lo smaltimento dei rifiuti nel quartiere di Scampia. Un progetto per il quale l’amministrazione comunale ha già indetto due bandi andati a vuoto; il risultato è che lo smaltimento avviene oggi con un costo di 140 euro a tonnellata presso impianti del Nord Italia, con il conferimento via camion o ferrovia.

Il finanziamento tramite TRIS consentirà di realizzare, nella stessa area identificata dai bandi precedenti, un impianto che non prevede la combustione, bensì l’estrazione del biogas a freddo e senza emissione di sostanze e odori. La struttura sarà in grado di lavorare 20mila tonnellate di rifiuti umidi l’anno, pari al 30% del totale. Il biometano prodotto sarà utilizzato per consumo civico o per l’alimentazione della flotta degli automezzi che raccolgono i rifiuti. Inoltre, la parte solida dei rifiuti uscirà trasformata in composto di qualità destinabile a sostrato agricolo o per giardinaggio.

È previsto un costo del trattamento di 90 euro a tonnellata, quindi un terzo in meno rispetto a oggi, con minori costi attesi per 900mila euro ogni anno. Il risparmio ottenuto andrà a finanziare la cedola per i sottoscrittori del TRIS, che potranno dunque sostenere la costruzione di un’opera utile alla collettività e, al tempo stesso, ottenere un guadagno.

Quale rendimento attendersi? Al momento non sono stati stabiliti i dettagli dell’emissione, in quanto si attende il via libera del Comune al nuovo bando, ma è verosimile che si attesterà sui rendimenti dei titoli di Stato. Per avere un’idea di massima si può dunque guardare all’ultima emissione di un BTp quinquennale collocata allo 0,89% lordo. Ai sottoscrittori andrebbe una parte dell’intero risparmio atteso: infatti 900mila euro di minori costi, su un investimento complessivo di 15 milioni, corrispondono a circa il 4,5%. Una differenza che si spiega con l’assunzione di una parte del rischio da parte di Banca Prossima. Se i risparmi non verranno realizzati, il sottoscrittore riceverà la restituzione dell’intero capitale investito (quindi con un rendimento zero).

Il modello è un’evoluzione del SIB – Social Impact Bond – applicato per la prima volta in Inghilterra, nel quale si prevedeva l’emissione di un bond remunerato con parte del risparmio di spesa pubblica realizzato attraverso l’iniziativa di imprese sociali. Nel celebre esempio del carcere di Peterborough, gli investitori privati e istituzionali che acquistavano il SIB “scommettevano” sul fatto che, grazie a un programma di inserimento lavorativo, il tasso di recidiva risultasse inferiore. Parte del risparmio così ottenuto (attività di polizia e giudiziarie, mantenimento in carcere, partecipazione della persona alla produzione di PIL) avrebbe remunerato gli investitori, in caso di risultato positivo. In caso contrario l’investitore perde interessi e capitale.

”Tris”, un bond per ridurre la spesa pubblica (La Repubblica)
Napoli, un impianto di compostaggio nel quartiere di Scampia (Il Sole 24 ore)
Presentato a Napoli il progetto “Scampia – Dai rifiuti una rigenerazione della società” (La Mia Finanza)

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